Ovidio Lucciarini – Lettera

Caro Ovidio,

ti sei spento lentamente come una candela nel vento. Il tuo corpo subirà l’oltraggio del tempo, ma la tua anima, il tuo spirito, il ricordo di te vivranno per sempre. Nessuno di coloro che hanno apprezzato il tuo operato e ti hanno stimato potrà dimenticare quanto hai fatto per l’amministrazione del bene comune. Rimangono gli acquedotti, le linee elettriche, le strade, nel capoluogo e nelle frazioni, che hai voluto e che hai fatto costruire. La Mostra Mercato del Tartufi di cui sei stato ideatore e promotore. Hai aperto una via che anno dopo anno si è allargata sempre più fino a far conoscere, attraverso il veicolo e la valorizzazione del tartufo, il nome di Acqualagna prima nella Regione ed in Italia, poi in America, in Giappone, in Cina in Russia. Quando ci è arrivata la notizia della tua scomparsa ci siamo sentiti tristi e addolorati perché con te se ne andava, oltre che un amico caro e stimato, anche un pezzo non piccolo di Acqualagna. In questo momento di riflessione ci vengono alla mente le occasioni felici vissute assieme: i pranzi e le cene in serenità e allegria, le feste da ballo del 26 dicembre e di Capodanno nel nostro teatro, la gita a Lourdes con tanti amici e l’amatissima Mercedes, le partite della Falco di cui sei stato tifoso e tangibile sostenitore, la presentazione irripetibile del mio libro sulla Falco, le partite della nostra Inter che ti servivano per distrarti e rendere meno pesante la solitudine. Ho un solo rammarico: quello di non aver fatto in tempo a raccogliere le risposte alle tante domande che ti avevo preparato ultimamente. “Gianfranco – mi dicevi – non ce la faccio, non mi viene bene”. Forse eri svuotato anche intellettualmente dal male inesorabile che ti aveva aggredito. Peccato perché a voce mi avevi in più occasioni raccontato tante cose: il fascismo, la guerra, lo sfollamento, la fame, il dopoguerra, la ricostruzione. Avevo intenzione di raccogliere tutto in un volumetto a futura memoria. Ti ho sempre stimato perché, pur non avendo conseguito né Lauree né Diplomi sei riuscito a organizzare la vita amministrativa e civile di Acqualagna con grande perizia. Ai tuoi tempi studiavano solo i figli dei “signori” e dei professionisti, non quelli dei falegnami e degli scalpellini. Avevi una fede profonda. Ti rivedo nella panca davanti a me e Loretta la domenica nella nostra bella e raccolta chiesa di Santa Lucia per la Messa che seguivi con partecipazione accanto al nipotino Lorenzo. Per questo ora ti vedo avviato verso la gloria di Dio. Ti chiedo un grande favore: se incontri il nostro Andrea dagli un grosso bacio da parte nostra, digli che gli abbiamo voluto sempre bene e che lo ricordiamo con affetto e con rammarico. Da ultimo speriamo di riunirci tutti nel corpo mistico di Cristo in una nuova vita più luminosa.

Gianfranco e Loretta